Sei qui: Home News
Oggi èLunedì,06Febbraio,2012

Track View e Dolomiti 3d

Le Guide di Cortina, grazie alla collaborazione con Alessandro Dibona, tecnico della Pangea srl, possono oggi avvalersi di un nuovo strumento che consente di esplorare gli scenari in tre dimensioni delle Dolomiti e di tutto il territorio Veneto.
3D RTE Reader, questo il nome del software, è un prodotto sicuramente interessante e può essere liberamente scaricato dal sito della Comunity 3D RTE .

L’applicazione di per sé non è all’apparenza molto diversa da Google Earth, ma si arricchisce notevolmente con l’aggiunta del plugin Track View.
Il plugin offre numerose funzioni e ci permette di creare e gestire tracce o punti, disegnandoli direttamente nella Scena 3d oppure importandoli da una sorgente esterna, ad es. un dispositivo GPS.
Si possono inoltre caricare i percorsi creati con Google Maps e i files KML/KMZ di Google Earth.

Molto interessante anche il profilo plano-altimetrico che viene creato automaticamente, e ci indica con precisione la lunghezza del percorso, la quota iniziale e quella finale, i dislivelli e le pendenze massime.

Per agevolarci nella creazione delle tracce è possibile sovrapporre alla scena la Carta Tecnica Regionale, di cui ci si può fidare ciecamente.
A garanzia che si tratta di un prodotto affidabile, basta dire che Track View è ampiamente utilizzato dal  Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) a supporto dell’attività di soccorso e di ricerca persone, oltre che dal Gruppo Guide di Cortina d’Ampezzo.

Per ulteriori dettagli vi invito a visitare la pagina dedicata a Track View  nel sito della Comunity 3D RTE.

Per concludere, ritengo che  Track View sia un ottimo strumento, di semplice utilizzo e dal costo contenuto, che consiglio a tutti gli appassionati di trekking, mountain bike, ed attività outdoor in montagna.


track-view

profilo-plano-altimetrico

Un' escursione con le ciaspe

macaron-1Voglio oggi descrivere questa facile escursione con le ciaspe, che consiglio di fare quando nevica e il brutto tempo non permette di avventurarsi sui percorsi d'alta quota.
Infatti, quando le nubi coprono il cielo e nascondono gli spettacolari panorami delle Dolomiti, la mancanza di visibilità può anche trasformarsi in un pericolo a causa della difficoltà d'orientamenteo, e in questi casi é preferibile scegliere uno dei numerosi percorsi che si sviluppano nei silenziosi boschi di conifere che circondano la valle di Cortina.

Naturalmente queste escursioni si possono fare anche con il bel tempo, ma quando nevica l'ambiente del bosco assume un fascino particolare, ed è per questo che consiglio a tutti gli amanti della natura una bella passeggiata nel bosco durante una fitta nevicata: é vero che finora la stagione è stata avara di neve, ma se arriva...

Veniamo ora alla nostra gita, una facile e bella camminata tra i boschi sottostanti il Becco d'Ajal, che partendo da Pocol conduce al Lago d'Ajal e Mortisa.
Con un po' di fortuna durante il percorso é possibile l'incontro con i signori della foresta: i caprioli.

Accesso generale
Da Cortina con l'autobus urbano fino a Pocol.

Accesso
Da Pocol incamminarsi lungo la strada provinciale 638 del Passo Giau e seguirla per circa un chilometro fino a incontrare sulla destra un parcheggio con le tabelle dei sentieri e una strada forestale chiusa da sbarra.
Questo tratto su strada asfaltata è indubbiamente un po' noioso, ma così facendo si evita di dover utilizzare la propria automobile. Inoltre, non trattandosi di un percorso ad anello, non si pone il problema del recupero dell'auto stessa una volta finita l'escursione.

Itinerario
macaron-2Inoltrarsi nel bosco seguendo la strada forestale (segnavia n. 434) e oltrepassare il ponte Peziè de Parù, sul Rio Costeana.
Poco oltre svoltare decisamente a sinistra (segnavia n. 431) costeggiando inizialmente il torrente.

Arrivati al successivo bivio, si prosegue dritti sempre per il comodo sentiero 431. Dopo un tratto immerso nel bosco, si giunge in un’ampia spianata dove sorge una baita, il “Cason del Macaròn”: una vecchia croce che si scorge nel prato davanti alla costruzione ricorda uno sfortunato pastore, probabilmente ucciso da un fulmine in tempi remoti (il termine ampezzano “macaròn” sta per sciocco). Spesso e volentieri in quest’ultimo tratto il capriolo si fa intravedere in mezzo al bosco con il suo manto invernale grigio-bruno.

Dalla baita percorrendo la stradina in discesa si giunge a una stanga di ferro e subito dopo, in corrispondenza di un avvallamento, si devia a destra. Con brevissima salita, si arriva al Lago d'Aial, presso cui sorge il piccolo omonimo rifugio. (toponimo d'Aial: spiazzo per la carbonaia).

Dopo l'obbligatoria (almeno per noi montanari) tappa al Rifugio, costeggiare il lago sulla sua sponda sinistra in direzione sud, fino al finire del laghetto. Da qui una breve scorciatoia nel bosco ci conduce sulla sterrata che da Campo sale al Lago d'Ajal (segnavia n. 430).

La si segue per un breve tratto in discesa fino a un incrocio: qui si svolta a sinistra (nord) e s’imbocca l'evidente stradina (segnavia n. 428). In breve si arriva la Ponte Outo che permette di superare nuovamente il Rio Costeana, si prosegue sulla stradina e in poco più di mezz'ora si raggiungono l'abitato di Mortisa e quindi il centro di Cortina.

Scarica la traccia per gps (file .gpx.zip) creata con Track View.

panoramicaCoordinate percorso (PDF)

Difficoltà
Facile - Nessun pericolo oggettivo

Tempo
2,30 - 3,00 h

Lunghezza cammino
4750 metri ca.